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Io, secondo simpsonizeme.com, sono così! 😀 E voi?

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Essendomi allineato alla produzione giapponese di Naruto Shippuuden oramai attendo i nuovi episodi che escono con cadenza bisettimanale. Nel frattempo ho deciso di vedermi la serie Bleach e credo davvero che possa competere con il giovane ninja del Villaggio della Foglia.

Il protagonista è Ichigo Kurosaki, uno studente che ha lo strano dono di vedere le anime dei defunti. Una sera vede uno strano mostro con una maschera ossea, un Hollow, che attacca la sua famiglia. In suo aiuto giunge uno Shinigami, un Dio della Morte che cerca di sconfiggere l’Hollow. Mentre sta per capitolare dona i suoi poteri ad Ichigo che diventa così egli stesso uno Shinigami, vestito con un kimono nero e armato di katana. Il resto lo trovate qui.

Che dire? Anche qui la caratterizzazione dei personaggi è fatta molto bene e la trama è avvincente sin dai primi episodi. Assolutamente consigliato!!!

Il 15 febbraio non solo era il mio compleanno, ma era anche il tanto atteso giorno dei fan giapponesi di questa bellissima serie di anime. Eccolo: io sono senza parole, e mi sento come un ragazzetto. Essendo uno spoilerone, per chi non avesse visto la serie fino allo scontro fra Naruto e Sasuke, ne sconsiglio la visione. Quello linkato è il primo di 5 parti in cui è stato diviso l’episodio, tutte reperibili. Attendo commenti, dattebayo!

P.S.: è subbato in inglese!!

P.P.S.: se volete sapere quando escono gli episodi cliccate qui!

Se anche voi siete fan degli anime giapponesi avrete notato certamente che alcuni hanno delle affinità narrative o personaggi molto simili. Pensate a Son Goku di Dragonball e Saiyuki, a Ian Koog di Starzinger, Gokò di Monkey e a Enma di Naruto… Ci siete arrivati? Sono, a grandi linee, lo stesso personaggio, tratto da una leggenda cinese poi diffusasi nell’estremo oriente. Tra quelli elencati, Monkey e Saiyuki sono le serie che si avvicinano maggiormente allo spirito del racconto che si chiama Viaggio In Occidente sul quale, se volete approfondire, cliccate qui.

Il video allegato non è che una puntata di una serie cinese che segue la storia del viaggio della comitiva verso l’illuminazione: gli effetti speciali sono datati e un po’ ridicoli, ma il tutto fa una certa “simpatia”!

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Lo so, ultimamente non scrivo più molto. Non perchè abbia perso l’ispirazione, non perchè abbia troppe cose da fare, ma solo perchè mi sono totalmente intrippato di una cosa: Naruto. Avevo sentito parlare (bene) del manga ma non me ne sono interessato più di tanto. Poi verso settembre avevo saputo che Italia 1 avrebbe iniziato a trasmetterlo e mi ritrovai, diciamo, un po’ dispiaciuto nel non avere la possibilità di vederlo in tv, solo perchè quei coglioni che fanno i palinsesti televisivi nel nostro paese, sia rai che mediaset, non capiscono una mazza, per loro gli anime sono roba per bambini. Posso capirlo per le serie delle maghette, degli animali buffi o roba del genere; purtroppo questa gente non li apprezza, non ha passione, è solo il loro lavoro…

Tornando a monte, nel periodo natalizio ho avuto modo di vedere qualche puntata e, come spesso mi è capitato in passato, mi sono trovato completamente rapito da questo bellissimo anime, già trasposizione di un fortunato manga non ancora finito nel paese del Sol Levante!! E, come spesso è capitato, è stata la caratterizzazione di un personaggio in particolare che mi ha catturato: Gaara, un ninja del villaggio della Sabbia con una cicatrice sulla fronte che rappresenta il kanji “Amore”.

Un amico che ha tutti gli episodi usciti in fansub ( in lingua originale ma sottotitolati, pare che siano legali, a meno che qualcuno mi smentisca…) me li ha passati e, in queste ultime 2 settimane, mi sono visto i primi 130 episodi!!!! Senza i fansub non avrei nemmeno avuto la possibilità di vedere quasi tutta la serie Hades dei Cavalieri dello Zodiaco, non ancora arrivata nel nostro paese nonostante sia uscita più di 5 anni fa. E vabbè…

I personaggi secondari sono subito molto più interessanti del goffo protagonista, che però riesce a catalizzare su di sè l’attenzione dopo 60 puntate, quando dimostra anche lui di essere un ninja in gamba e con grandi potenzialità, non solo fortunato.

Comunque gli episodi sottotitolati sono finora i primi 220, episodio più, episodio meno. Le voci giapponesi rendono decisamente meglio di quelle doppiate, anche se per questo anime pare abbiano mantenuto i nomi originali dei personaggi, ed è già qualcosa.

In sintesi, se amate i manga, gli anime e le giapponesità, non perdetevi questo cartone. Sono certo che avrà lo stesso successo di Dragonball, visto anche che il chara design e l’animazione è a cura dello Studio Bird, nato da Akira Toriyama.

Kage Bushin No Jutsu significa Tecnica Superiore Della Moltiplicazione Del Corpo, che suona indubbiamente meglio in giapponese.

Watashi wa kefflash densu, dattebayo! 😀

P.S.: se volete saperne di più sulla nuova serie cliccate qui!

(fonte: http://www.panebianco3d.com)(Gundam – fonte: http://www.panebianco3d.com)

Stavo giusto pensando che fra le tante cose delle quali sono appassionato non ho ancora dedicato alcun post ad anime e manga e ai videogiochi! Mi è capitato di leggere un post sul blog di Anto che ha ricevuto il modellino di Jeeg per Natale: ebbene, vent’anni fa ce l’avevo anche io, identico, con il Big Shooter e Andromeda (il cavallo, si chiamava così? mah…). Ricordo che ci giocai moltissimo, mi divertiva scomporlo, fingere che si distruggesse in un improbabile combattimento simulato con Gundam… Ricordo anche che una volta ho dato fuoco al modellino di Goldrake e mi pentii amaramente; infatti, oltre a non poterci giocare più presi un sacco di botte. Mi raccomando: don’t try this at home! 🙂

Come al solito divago troppo. Avevo solo 9 anni quando fece la sua comparsa il precursore degli anime, il mitico Goldrake (o Grendizer) in Atlas Ufo Robot, e ne fui totalmente conquistato, non mi persi nemmeno una puntata. Poi arrivarono tutti gli altri, le serie robotiche di Go Nagai (il creatore del robot pilotato da Actarus), le maghette, le drammatiche storie di orfanelli vari, quelli della Tatsunoko (il mitico Hurricane Polymar, Kyashan di cui è uscito un film ben fatto ma poco attinente all’anime, il demenziale Yattaman contro il trio Dronio), i demenziali, quelli sugli animaletti… insomma, TUTTI, non credo di averne perso nessuno. C’è stato anche un periodo in cui leggevo anche i manga, ma ho smesso anche per mancanza di tempo.
Comunque ancora oggi li seguo quando ne vale la pena, così come faccio per Naruto, Inuyasha di Rumiko Takahashi (autrice di Lamù, Ranma 1/2 e Kyoko Dolce Kyoko) e Full Metal Alchemist.

Non ho mai fatto una classifica di quelli che mi sono piaciuti di più, ci proverò ora, facendo però una classifica degli autori più che le loro opere:

  1. Akira Toriyama: soprattutto per Dragonball più che per Arale: mi piaceva la crescita del personaggio, il continuo aggiungersi di personaggi stile party in RPG, l’azione nei disegni (appena usciva il manga lo divoravo letteralmente) e le similitudini a X-Men, unico fumetto letto 10 anni non giapponese.
  2. Go Nagai: forse più per un fatto affettivo, ho visto tutte le serie, sia le vecchie che le nuove (Mazinkaiser e Getter Robot G – The Last Day, straordinarie) e letto i manga; unica delusione avuta quando ho scoperto che Koji Kabuto era la vera identità di Alcor (in Italia hanno cambiato i nomi, spesso lo fanno ancora, all’inizio lo facevano ancora di più…): ma come? Prima uno pilota un robot per oltre 90 puntate e poi finisce per guidare uno stupido minidisco? 😦
  3. Kunio Okawara: Hurricane Polymar, Tekkamen e Yattaman (Time Bokan) che accomuno solo per la casa di produzione Tatsunoko e li amo comunque allo stesso modo, soprattutto il mitico trio Dronbo di Yattaman, con Miss Dronio, Boyakki e Tonzula, la canzoncina della costruzione dell’improbabile robot e la punizione alla fine della puntata. E dulcis in fundo Mobile Suit Gundam: la prima serie ma anche la storia in generale, molto politico ed in generale una metafora sul colonialismo, sull’espansionismo, sulla distanza di ciò che vogliono pochi potenti rispetto le attese della gente che governano.
  4. Yoshiyuki Okamura: noto anche come Buronson per Ken il Guerriero (Hokuto No Ken), l’eroe dell’orsa maggiore, il suo quasi assurdo senso del dovere, il sacrificio in un mondo devastato dalla guerra atomica. Ottima la serie tv, non all’altezza gli OAV (i film n.d.r.) anche recenti che, sebbene ottimamente realizzati non hanno storie belle come le prime.
  5. Hideaki Anno: per Neon Genesis Evangelion, pieno di citazioni, metafore, dilemmi psichici, con una trama per nulla scontata e con un finale decisamente diverso da ogni altro. e poi dicono che i cartoni animati sono per i ragazzini…
  6. Masami Kurumada: per I Cavalieri Dello Zodiaco (Saint Seiya), personaggi molto caratterizzati, misticismo e disegni molto belli; indimenticabile l’atmosfera della puntata in cui Pegasus salva Lady Isabel dall’ammaestratore di corvi, e poi non ho ancora visto l’anime della serie Hades!
  7. Hayao Miyazaki: ci metto l’autore così cito le sue maggiori opere, a partire dalla prima serie di Lupin the 3rd (la migliore in assoluto, quella dove aveva la 500 e vestiva con giacca verde, per intenderci), Conan il ragazzo del futuro ma soprattutto i suoi grandiosi OAV come Princess Mononoke, La Città Incantata e Il Castello Errante Di Howl, uno-più-bello-dell’-altro!!! (e se non considerassi le serie sarebbe al primo posto).
  8. Rumiko Takahashi: Lamù, Ranma 1/2 e Inuyasha, arti marziali e demenzialità i primi due, più serioso l’ultimo, in programmazione il martedì sera su MTV.
  9. Yoshiyuki Tomino: autore dello spassoso Daitarn 3, del drammatico Zambot 3 (le bombe umane… mi vengono i brividi anche se la realtà l’ha superato) e La Stella Della Senna.
  10. Osamu Tezuka e Katsuhiro Otomo ex aequo: il padre dell’animazione giapponese, non potevo ometterlo, autore di Astro Boy, Kimba il Leone Bianco e La Principessa Zaffiro. Alla sua scomparsa è stato pubblicato un ottimo film chiamato Metropolis da Katsuhiro Otomo, una sua storia a fumetti riportata fedelmente col suo character design. Otomo è anche autore di Akira, Spriggan e Steamboy, tre straordinari lungometraggi.

Ecco tutto, almeno per ora. Ma mi riservo come sempre il diritto per modificare, spostare, aggiungere o omettere cose. Per me… 😀

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