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Sanremo è alle porte ma forse nessuno se n’era ancora accorto. Non fino a ieri, almeno, dopo che tutti i media hanno riportato parti di un intervista concessa al mensile Max da Morgan, al secolo Marco Castoldi. L’ex cantante dei Bluvertigo, nonchè ex della bella e dannata Asia Argento ha ammesso candidamente di fare uso quotidiano di cocaina, definendo la droga in questione “antidepressivo”. Poi è scoppiato il casino e direttori di rete (Rai), personaggi pubblici e politici (che notoriamente non amano parlare o rendere conto di ciò che fanno ma non vedono l’ora di dire la propria su ciò che fanno gli altri), tutti uniti a puntare il dito contro.

Non uno che abbia lasciato una dichiarazione in sua difesa, nemmeno i suoi ex colleghi di X Factor, che l’hanno scaricato.

Morgan è un artista vero,  come pochi ne sono rimasti.  Certo, quando suona il piano sembra che ne faccia violenza, quando canta sembra che le sue corde vocali siano sempre prossime a cedere. Eppure è autentico. E’ così. Come dice lui stesso “è ingestibile”, una mina vagante. Ama il palcoscenico, ama provocare, è egocentrico. A volte pure cialtrone. Ma è uno che ama ciò che fa, ama ciò che dice, e inevitabilmente dice ciò che pensa, e in questo mondo questo comportamento non ti è mai perdonato (a meno che tu non sia straricco e contemporaneamente presidente del consiglio).

Adesso rischia di essere buttato fuori da Sanremo, e già questo fa capire quanto questa pseudo manifestazione canora sia ormai vecchia e bollita. Ma ciò che a me ha realmente deluso è stata la rettifica dello stesso Morgan, che mette a nudo la sua dualità: da una parte l’artista, l’autore, il creativo, l’ingestibile follia, dall’altra il razionale, il calcolatore, il furbetto, il perbenista.

Quale fra le due anime sia la preponderante sull’altra, o qualunque sia la verità, nessuno di noi può conoscerla se non lui. Probabilmente come sempre la verità sta nel mezzo, visto che la dualità è un aspetto umano comune a tutti.

Mi permetto un consiglio: ti piace fumarti il crack? Fallo, solo evita di dirlo in giro, ti sei prestato al giochetto, sei salito sul palco, ti sei goduto l’occhio di bue e ti sei lasciato prendere la mano, eppure dovresti saperlo bene quanta ipocrisia regna in questo mondo, visto che tu stesso l’hai denunciata nell’articolo. Ti sei prestato tuo malgrado a fare l’agnello sacrificale (per apparire su Max poi, un giornaletto di immagini che parla del nulla), torna a scrivere canzoni visto che in molti casi ti è anche riuscito bene e, soprattutto, risparmiaci un eventuale redenzione mediatica. Se ti presterai pure a quello pur di continuare a galleggiare avrai perso la stima di uno che nelle discussioni musicali ti ha sempre tenuto le parti. Ed ha pure comprato qualche tuo disco.

Ad ogni modo auguri, e buona musica.

P. S.: e comunque la penso anche come loro e loro, giusto per suffragare la tesi del dualismo…

Lo so, forse non vi aspettavate un titolo così, o se ve lo aspettavate magari non vi sareste immaginati che il contenuto sarebbe potuto essere così distante da ciò che vi eravate immaginati.

Comunque sia non è dei ragazzi caduti a Kabul che voglio parlare, con tutto il rispetto per il dolore delle famiglie…

Ieri purtroppo ho dovuto accompagnare mia madre al pronto soccorso dell’ospedale Martini di Torino. Dopo solo mezz’ora dall’accettazione era già in visita dall’otorino ed alle 17, dopo esami accurati (radiografie rx, analisi del sangue e tac) era già stata dimessa.
Un sentito grazie va a questi straordinari infermieri, volontari e medici che corrono, si sbattono, curano e non dimenticano l’umanità, e con scrupolosa attenzione non lesinano un sorriso a chi ne abbia bisogno.

Insomma: gente con i coglioni!

Abbiamo un tesoro, la Sanità italiana, che ci è invidiato da tutto il mondo (vedi Sicko di Michael Moore), cerchiamo di non distruggerlo e rimanere sempre nell’eccellenza.
Eccellenza che ho trovato abbondante fra tutti coloro che lavorano in quell’ospedale, tra caos e stress… Credo che sia davvero una vocazione e li ammiro davvero moltissimo. Tutti.

Nulla da eccepire… La storia dell’Italietta degli ultimi 30 anni…

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

…e io che pensavo di essere vicino a Rossi… comunque sempre vicino ai rossi sono! 😀

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Eh già… Dall’anno nuovo mi sono liberato del canone Telecom e sono passato a tele2 (in minuscolo esattamente come il servizio offerto). Una fregatura sotto ogni punto di vista!

  1. Per uso telefono i suoni sono metallici ed a volte si sentono echi che sembra di essere imprigionati in una grotta.
  2. Usano filtri per il P2P, ci si scazza a dover ridirezionare le porte ogni tanto.
  3. L’adsl funziona quando le pare e riprende magicamente a funzionare dopo una telefonata-uragano contro un helpdesk imbecille che crede di essere un esperto dopo minaccia di rescissione del contratto.

Non fate la cazzata: solo Alice e Fastweb, per il fatto che hanno l’ultimo km. fino a casa, garantiscono un servizio e, soprattutto, non si prendono la briga di rompere i coglioni e decidere di testa loro. Deve usare il nostro router, avrà sbagliato a configurare, va contro le procedure… Ma quali procedure? Dovete fornirmi un servizio che pago! Non fatevi prendere per il culo: se smette di funzionare dall’oggi al domani alzate la cornetta e urlate forte. Io rescindo, mi pago la penale perchè ne ho abbastanza di grandi fratelli.

Auf wiedersen!

P.S.: speriamo nella denuncia di cui ha parlato recentemente Repubblica.it, che trovate qui, e stiamo attenti a tutti i risvolti di cui si accenna sull’articolo.

Vabbè, lo faccio solo per aiutare il mio karma… Ho sentito il nuovo album dei Subsonica: non mi è piaciuto un granchè, ma devo riconoscere loro del coraggio. A parte le divagazioni techno di Boosta, direi anche vecchie e troppo spesso gratuite, l’album ha un bel suono, ben prodotto e ben suonato. Il singolo La Glaciazione è… fiko, senz’altro coraggioso, non facile al primo ascolto. I testi vabbè… Il vuoto che esplode spero sia una metafora di ciò che ci circonda, mentre l’assordante nulla si giustifica con il modo di dire silenzio assordante (perchè silenzio ha 3 sillabe, nulla ne ha 2, e suona meglio).

Le dissonanze del pezzo in questione mi hanno riportato indietro di 10 e passa anni, mi hanno ricordato un pezzo che si chiamava Mirna, non ne ricordo il testo perchè di lì a poco mollai il gruppo e la musica. No, non era un pezzo elettronico (non avevamo tastierista), poco più lento ma con atmosfere simili e dissonanze, con uno bridge lisergico fra solo di batteria ed io che emettevo suoni gutturali a caso, usavo un multieffetto della boss per la voce, Paolo (bassista di uno dei 3 gruppi con cui ora sono legato) mi ha detto alla Samuel, probabile, preferibile comunque a 2 microfoni attaccati con il nastro adesivo, certo meno spettacolare quando uno deve cantare e cambiarsi l’effetto al volo, ma voglio tornare ad usarlo.

La mia parte creativa soffre, voglio improvvisazione musicale, tentare melodie e scrivere canzoni, arrangiarle… C’è qualcuno che suona cose sue e non si ferma quando qualcuno gli canta sopra? C’è qualcuno che vuole fare pezzi propri solo per il piacere di creare, senza scopi di business o palchi o chissà cosa?

Fare cover non mi basta, ‘fanculo a tutti i locali che ti fanno suonare solo se scimmiotti qualcuno. Comunque ‘fanculo. Della fama non mi frega un cazzo, nè del pubblico. Voglio interrompere questo assordante nulla con un ultimo, liberatorio, ‘fanculo…

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Lo so, probabilmente l’avrete già letta in qualche inoltro via mail da amici o colleghi. Difatti la posto per me… 😀

Gentile Ministro Padoa Schioppa,

Sono un ragazzo di 30 anni, lavoro come operaio, vivo in periferia di una grande città e, ahimè, vivo ancora a casa dei miei.
L’altro giorno ho sentito le sue parole in tv, e mi sono immediatamente identificato in coloro che lei definisce “bamboccioni”, quei trentenni che lei vorrebbe “mandar fuori da casa”. Mi son detto: “Grande Ministro, Lei ha ragione”. Mi sono così rivolto alla mia Banca per ottenere un mutuo.
“Grande Ministro, avrò finalmente una casa tutta mia”, ho pensato!
Guadagno 1.000 Euro al mese + 13esima e 14esima, le quali spalmate in 12 mesi mi garantiscono un reddito mensile di 1.166 Euro.
Visto che la rata mutuo non può superare 1/3 dello stipendio, mi posso permettere una rata di 388 Euro al mese.
Con questa rata mi viene concesso un mutuo di € 65.770 Euro in 30 anni (se aspettavo un altro po’, vista l’età, non me lo concedevano un mutuo trentennale… Grande Ministro, grazie per avermi fatto fretta!)
Con il mio bel preventivo in tasca, ho deciso di rivolgermi immediatamente ad uno studio notarile, per farmi preventivare le spese che dovrò sostenere per acquistare una casa. Dai 65.000erotti Euro, dovrò infatti togliere:

– Euro 3.000 circa di Tasse in fase d’acquisto (“solo” 3.000 euro visto che è la mia Prima Casa! Grande Ministro, grazie)
– Euro 2.500 circa di Notaio per l’acquisto
– Euro 2.000 circa di Notaio per il mutuo
– Euro 2.500 circa di Allacciamenti alle utenze acqua, gas, enel.

Per un totale di Euro 10.000 circa
Beh… ho ancora a disposizione ben 55.770 Euro per la mia casetta!
La dovrò arredare, ovvio, mica posso dormire per terra…
Mi sono rivolto così ad un mobilificio, per ora posso accontentarmi di una cucina, un tavolo con 2 sedie, un divano a due posti , un mobile tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini… il minimo, ma mi conosco, mi saprò adattare.
Euro 7.000 circa, se i mobili me li monto io! Beh… pensavo peggio!
Ho ancora a disposizione ben 48.770 Euro per la mia casettina, sono sempre 90erottimilioni di una volta! Grande Ministro, grazie!
Entro gasatissimo in un’agenzia immobiliare, è arrivato il momento…
Con 48.770 euro mi dicono che posso acquistare:
– un garage di 38 mq. al livello – 2 di un condominio di 16 piani;
– due cantine (non comunicanti tra loro) di mq. 18 ciascuna nel condominio adiacente.

Per l’abitazione più piccola ed economica – un bilocale trentennale di 45 mq. al piano seminterrato di uno stabile a 20 km dalla città – dovrei spendere 121.000 Euro!
Me ne torno a casa Ministro, a casa dei miei, ovviamente!
Ho fatto quattro conti: per potermi permettere quel bilocale, dovrei:
– o indebitarmi per altri 63 anni, quindi l’ultima rata la verserò finalmente a 93 anni!
– oppure dovrei guadagnare 3.000 euro al mese!

Grande Ministro, grazie!

Mi sono detto: adesso faccio un ritorno coi fiocchi sul mio blog facendo uno spippolone sul senso dell’onore che ha spinto un politico giapponese al suicidio. Poi leggo un articolo di Camilleri, mi piace ma allo stesso tempo mi impigrisce, per cui posto quello e torno ai miei progetti musicali (che detto così sembra chissà cosa, ma mi diverte). Ecco il post:

Apprendo dai giornali e dalle tv che il ministro giapponese dell’Agricoltura Toshikatsu Matsuoka, facente parte dell’attuale governo presieduto da Shinzo Abe, si è impiccato perché accusato, pare con solido fondamento, di essere coinvolto in scandali finanziari. Ha obbedito a quell’antico codice di condotta giapponese che si chiama Bushido e che obbliga, tra l’altro, prima di tutto all’onestà assoluta nell’esercizio delle proprie funzioni. La faccenda, come cittadino italiano, mi preoccupa enormemente. Perché temo il contagio, allo stesso modo dell’influenza aviaria. Prima di Matsuoka, mi era capitato di leggere di tanto in tanto che manager giapponesi che avevano condotto al fallimento le aziende da loro guidate si erano buttati giù dall’alto di un grattacielo o avevano fatto addirittura harakiri come i samurai di una volta.

Le mie parole vogliono in qualche modo contribuire a scongiurare la spaventosa possibilità che anche nel nostro amato paese si diffonda una simile barbara usanza che porterebbe in breve l’Italia a un rovinoso spopolamento di industriali, di imprenditori, di manager pubblici, a un pericoloso depauperamento di quelle eccelse intelligenze che guidano le sorti delle nostre capacità produttive. Da noi fortunatamente è invalso l’uso che un manager che ha completamente fallito, che so, la gestione delle Ferrovie, invece di sentirsi costretto al suicidio, sia trasferito, dopo aver ricevuto un’ultramiliardaria liquidazione, a gestire l’Alitalia; che un banchiere, tante volte inquisito per bancarotta, non solo rimanga al suo posto, ma possa anche estendere, con fusioni e accorpamenti, il suo personale potere tra il plauso dei politici che sperano, in ginocchio attorno al tavolo del banchetto, che venga loro gettato qualche osso. Fallisce la Cirio? Fallisce la Parmalat? I piccoli risparmiatori vengono defraudati dei loro risparmi? Viviamo in un paese cattolico. Se si commette un errore, ci si confessa e si viene assolti. Il suicidio, come si sa, è un peccato mortale. Tenetelo presente, industriali e manager italiani: non lasciatevi, per carità, contagiare.

Non c’è problema, il senso dell’onore non ce l’hanno. Sono solo sfacciatamente ricchi e prepotenti.

Oggi a Torino, in piazza Castello, vi è stata la manifestazione nazionale del Primo Maggio, la festa dei lavoratori. Torino è stata scelta come città simbolo di ripresa, visto che Fiat e indotto hanno ripreso a girare (e a vendere). Hanno parlato delle morti bianche e del precariato, soprattutto. E c’erano i 3 segretari dei maggiori sindacati italiani, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il segretario dei DS Piero Fassino e varie altre autorità. Gente? Gli organizzatori parlano di centomila persone, quindi saranno state 50mila. Tante parole cariche di retorica, niente più. Io, operaio del bit, non ero rappresentato, come d’altronde tutti quelli che fanno il mio mestiere. Non un accenno polemico nei confronti della più che discussa legge Biagi, che ha aumentato a dismisura il bacino del precariato.

Insomma, le solite cose, nulla che domani non possa essere dimenticato.

Sul sito dell’ANSA è oggi apparso questo articolo sulla ben nota vicenda del ragazzo suicida torinese, vessato ed alienato dai suoi compagni di classe. Di seguito l’intervista ad uno dei presunti vessatori, da cui si evince tutta l’ignoranza e l’imbecillità di questo giovane. Già dall’ipocrita esordio, il mi dispiace ma non mi dispiace… Leggete:

TORINO – “Mi dispiace tanto, ma non mi sento in colpa. Con lui scherzavamo, come facciamo sempre, ma non l’avevamo preso di mira”: è ciò che ha detto uno dei compagni di classe del ragazzo di 16 anni dell’Istituto tecnico Sommeiller, che si e’ suicidato martedì scorso, lasciando ai familiari una lettera, in cui esprimeva il suo disagio per l’isolamento dai coetanei.

Il compagno di classe ha parlato oggi all’uscita da scuola, dove e’ stato convocato con gli altri ragazzi per un colloquio con un l’ispettore dell’Ufficio scolastico regionale. “Era uno timido – ha detto del ragazzo morto – ma sempre sorridente e oggi all’ispettore l’abbiamo spiegato tutti insieme”. Sul fatto che in classe o che qualche altro studente dell’istituto avesse dato del gay al ragazzo che si e’ suicidato, o l’avesse chiamato Jonathan come il noto protagonista di una delle edizioni del Grande Fratello, il compagno di classe ha scosso la testa. “Ci prendevamo sempre in giro – ha ripetuto – ma nessuno di noi se l’è mai presa. Io credo che lui forse fosse un po’ debole e che avesse dei problemi in famiglia, magari anche psicologici”. Al colloquio con i quindici compagni di classe, per i due/terzi ragazze, erano presenti alcuni insegnanti. “E’ stata una chiacchierata” ha concluso il ragazzo con gli occhi lucidi, dopo oltre due ore trascorse a scuola in un giorno ancora di vacanza.

Le lezioni infatti riprenderanno il 16 aprile. Gli altri compagni se ne sono andati alla spicciolata, con i musi un po’ lunghi. Sulle panchine di cemento di fronte all’istituto e sui muri restano varie scritte con la chiara calligrafia degli adolescenti. In mezzo ce n’è una per lui, per il ragazzo che non c’è più, che recita: “Sarà sempre nei nostri cuori”.

Innanzitutto si scherza fra amici ed è evidente che il ragazzo che si è tolto la vita non ne aveva. Ma costui vuole farsi passare da amico. Con lui scherzavano come facevano sempre, ma non l’avevano preso di mira, ed è già il secondo paradosso: se lo prendevano sempre in giro è evidente che l’avessero preso di mira. Poi dice che si prendevano in giro ma nessuno se l’era mai presa, e questo vale per quando si è amici. Ma l’insinuazione più bassa e squallida arriva subito dopo: io credo che lui forse fosse un po’ debole e che avesse dei problemi in famiglia, magari anche psicologici. Gli amici non se la prendono coi più deboli, punto primo. Gli amici dovrebbero essere da conforto se hai problemi in famiglia. Problemi psicologici: perfetto, lavati le mani, imbecille di un fallito sedicenne. Che amici di merda! Che genitori di merda, che insegnano solo ai figli il modo per giustificarsi.

Sarai sempre nei nostri cuori… Non potevate farcelo entrare prima nei vostri cazzo di cuori? Che giovani di merda, loro e i videofonini, generazione di imbecilli ed ignoranti straviziati, insensibili e, soprattutto, stronzi. Come chi li ha messi al mondo.

Se qualche giovane non si identifica in ciò che ho scritto alzi la voce quando assiste ad episodi simili, visto che accadono quotidianamente. Altrimenti sono semplicemente complici (cioè stronzi pure loro).

febbraio: 2017
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