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Irene Grandi: 6 – Benchè il testo sia di Bianconi dei Baustelle (o forse proprio per questo) non avverto tutta questa arte e poesia. E il pezzo non sembra mai decollare, nonostante sia così floreale.

Valerio Scanu: 7 – Finalmente un pezzo sanremese, cioè una ballad furbetta e ruffianella quanto basta per entrare in classifica. Ma troppo banale per aspirare alla vittoria, o esattamente il contrario.

Toto Cutugno: 4 – Clichè dei clichè, sembra un mash up di diversi pezzi, copiaeincollati fra loro. Patetico anche nel canto.

Arisa: 7 – Leggerezza garantita anche dalla featuring delle Sorelle Marinetti, e ce n’è tanto bisogno. Canticchi l’incipit immediatamente, il che potrebbe anche significare che altrettanto rapidamente potresti iniziare a detestarla…

Nino D’Angelo e Maria Nazionale: 6 – Il testo è abbastanza un insieme di luoghi comuni sul sud, come siamo abituati ormai da tempo dal vecchio Nino. Ma almeno le sonorità sono interessanti, molto etniche.

Marco Mengoni: 8 – Molto zeppeliniano, il pezzo è bello e gradevole anche se poco sanremese.

Simone Cristicchi: 5 – Canzone idiota, vagamente sociale, almeno il testo. Il problema è che vorrebbe fare il Caparezza, ma non è nemmeno un Biagio Antonacci. Musicalmente piuttosto insipida, a volte hai l’impressione che l’orchestra sia stata letteralmente appiccicata sopra.

Malika Ayane: 7 – Canzone gradevole, forse ancora da rodare (sembra le manchi qualcosa), ma di una struttura non banale. Lei somiglia vagamente a Giuni Russo…

Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici0 – Me*da esattamente come la immaginavo. Davvero inquietante il testo, pensierini da ragazzino delle elementari.

Enrico Ruggeri: 5 – Francamente sta canzone mi lascia totalmente indifferente, proprio come i programmi televisivi che conduce.

Sonhora: 6 – Rock fm americano, sembrano i Bon Jovi di Grezzana. Piaceranno senz’altro, raggiungono la sufficienza solo perchè preceduti da Ruggeri.

Povia: 6 – Lui mi sta sulle palle, così come il suo modo di rappare. Ma il testo, nonostante sia ruffianissimo come chi l’ha scritto, è migliore di tutto ciò che abbia scritto sinora, e non è poco. Musicalmente però è un accozzaglia di 3 o 4 canzonette, a partire dall’arpeggio iniziale.

Irene Fornaciari feat Nomadi: 6 – A me non spiace sta canzone, nonostante la steccazza finale. Solo mi chiedo se il cantante dei Nomadi si sia messo una parrucca…

Noemi: 6 – Ha un timbro di voce fantastico, eppure ho la sensazione che la canzone non sia all’altezza delle sue capacità, ma magari mi sbaglio. Il testo non mi sembra nulla di particolarmente eccezionale.

Fabrizio Moro: 6 – Un reggae facile facile musicalmente, un testo quasi sociale che ricorda le posse dei primi novanta. Chissà se riascoltandola può piacermi di più. Nel finale ricorda anche qui Caparezza.

Morgan: 9 – Theramin, orchestra allucinata, sembra un pezzo perfetto per un film di Tim Burton. A me piace davvero molto, ma magari mi passa…

intervista Davico/Meloni/Morgan – parte 1

intervista Davico/Meloni/Morgan – parte 2

intervista Davico/Meloni/Morgan – parte 3

Non so voi, ma io ho avuto conati di vomito… Credetemi, leggere l’intervista trascritta non è la stessa cosa che sentire i toni usati nelle argomentazioni addotte.

Alla fine questo articolo è quello che riassume meglio il mio modestissimo pensiero.

Sanremo è alle porte ma forse nessuno se n’era ancora accorto. Non fino a ieri, almeno, dopo che tutti i media hanno riportato parti di un intervista concessa al mensile Max da Morgan, al secolo Marco Castoldi. L’ex cantante dei Bluvertigo, nonchè ex della bella e dannata Asia Argento ha ammesso candidamente di fare uso quotidiano di cocaina, definendo la droga in questione “antidepressivo”. Poi è scoppiato il casino e direttori di rete (Rai), personaggi pubblici e politici (che notoriamente non amano parlare o rendere conto di ciò che fanno ma non vedono l’ora di dire la propria su ciò che fanno gli altri), tutti uniti a puntare il dito contro.

Non uno che abbia lasciato una dichiarazione in sua difesa, nemmeno i suoi ex colleghi di X Factor, che l’hanno scaricato.

Morgan è un artista vero,  come pochi ne sono rimasti.  Certo, quando suona il piano sembra che ne faccia violenza, quando canta sembra che le sue corde vocali siano sempre prossime a cedere. Eppure è autentico. E’ così. Come dice lui stesso “è ingestibile”, una mina vagante. Ama il palcoscenico, ama provocare, è egocentrico. A volte pure cialtrone. Ma è uno che ama ciò che fa, ama ciò che dice, e inevitabilmente dice ciò che pensa, e in questo mondo questo comportamento non ti è mai perdonato (a meno che tu non sia straricco e contemporaneamente presidente del consiglio).

Adesso rischia di essere buttato fuori da Sanremo, e già questo fa capire quanto questa pseudo manifestazione canora sia ormai vecchia e bollita. Ma ciò che a me ha realmente deluso è stata la rettifica dello stesso Morgan, che mette a nudo la sua dualità: da una parte l’artista, l’autore, il creativo, l’ingestibile follia, dall’altra il razionale, il calcolatore, il furbetto, il perbenista.

Quale fra le due anime sia la preponderante sull’altra, o qualunque sia la verità, nessuno di noi può conoscerla se non lui. Probabilmente come sempre la verità sta nel mezzo, visto che la dualità è un aspetto umano comune a tutti.

Mi permetto un consiglio: ti piace fumarti il crack? Fallo, solo evita di dirlo in giro, ti sei prestato al giochetto, sei salito sul palco, ti sei goduto l’occhio di bue e ti sei lasciato prendere la mano, eppure dovresti saperlo bene quanta ipocrisia regna in questo mondo, visto che tu stesso l’hai denunciata nell’articolo. Ti sei prestato tuo malgrado a fare l’agnello sacrificale (per apparire su Max poi, un giornaletto di immagini che parla del nulla), torna a scrivere canzoni visto che in molti casi ti è anche riuscito bene e, soprattutto, risparmiaci un eventuale redenzione mediatica. Se ti presterai pure a quello pur di continuare a galleggiare avrai perso la stima di uno che nelle discussioni musicali ti ha sempre tenuto le parti. Ed ha pure comprato qualche tuo disco.

Ad ogni modo auguri, e buona musica.

P. S.: e comunque la penso anche come loro e loro, giusto per suffragare la tesi del dualismo…

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