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1. CIO’ CHE DIAMO CI RITORNA

Sempre. Questo messaggio circola da molto tempo. Ricordate la regola d’oro:”Non fate agli altri quello che non volete sia fatto a voi”. Questa regola d’oro non è stata creata per produrre colpevolezza. E’ una legge della natura che tu sarai trattato esattamente come tratti gli altri. Questo si applica anche ai nostri pensieri. Se noi giudichiamo e critichiamo, anche con il pensiero, anche noi saremo giudicati e criticati. Se amiamo e accettiamo noi stessi incondizionatamente e accettiamo anche gli altri incondizionatamente, allora attrarremo persone nelle nostre vite che ci daranno lo stesso Amore Incondizionato e Accettazione. Pensieri di odio attraggono pensieri e azioni di odio. Pensieri di gelosia attraggono mancanza e perdita nelle nostre vite. D’altra parte pensieri di Perdono attraggono salute e prosperità. Pensieri d’Amore portano non solo Amore nelle nostre vite ma più positività di quanto noi stessi possiamo immaginare. Creando uno sbilanciamento nell’universo, che dovrà compensare e quindi riceveremo.

2. QUELLO CHE NOI PENSIAMO DI NOI STESSI E DELLA NOSTRA VITA DIVENTA REALE PER NOI

Questo è il perché è importante esaminare in che cosa noi crediamo. Veramente troppo spesso ciò che crediamo deriva dalle credenze limitanti dei nostri genitori e della nostra società. Louise spesso chiede di sedere quietamente e di elencare i grandi temi della vita, scrivendo le credenze che abbiamo a proposito di questi argomenti. Tipo: che cosa credi a proposito degli uomini, delle donne, dell’Amore, del sesso, della salute, del tuo corpo, della mancanza, della prosperità, dell’età, del lavoro, del successo, e di Dio? E’ sorprendente quante di queste credenze sono state acquisite all’età di cinque anni. Sicuramente, non tutte queste vecchie credenze sono rilevanti nella nostra vita presente. E’ molto utile una “pulizia mentale” periodica. Dal momento che tutte le credenze sono scelte, puoi anche scegliere quelle che ti sostengono e ti nutrono di più. C’è anche un corollario a questo punto: le parole che usiamo per descrivere le nostre esperienze, creano la nostra realtà. Attenzione alle parole che si usano! Una delle scoperte più importanti della nostra era. Provate a mettere un registratore vicino al telefono e poi ascoltate quali sono le vostre parole ricorrenti. E il tono che usate. Le frasi fatte che utilizzate e quanto le utilizzate.

3. I NOSTRI PENSIERI SONO CREATIVI

Questa è la più importante legge della natura che abbiamo bisogno di conoscere. Un piccolo pensiero non fa una grande differenza, ma i pensieri sono come gocce d’acqua. Si accumulano nel tempo. Ed è così che se continuiamo a ripetere gli stessi pensieri ancora e ancora, loro crescono, e la goccia diventa una pozzanghera, e la pozzanghera uno stagno, e lo stagno un oceano. Se sono positivi, possiamo galleggiare nell’oceano della vita. Se i pensieri sono negativi, possiamo affogare in un mare di negatività. Qual è il vostro normale atteggiamento quando vi svegliate la mattina? Se è un continuo lamentarsi e arrabbiarsi, quello sarà il tipo di giornata che avrete. Se è un’attitudine di speranza, fede, e amore, quello sarà il giorno che vivrete perché è quello di cui avete bisogno. Sedete quietamente per qualche minuto e notate i vostri pensieri. Veramente volete il tipo di vita che questi pensieri creano? Scegliete pensieri che vi nutrono. I nostri pensieri sono creativi e tu sei il pensatore! Qualsiasi oggetto o impresa è stato prima un pensiero nella mente di qualcuno, un’idea. Che idea abbiamo di noi stessi?
Quante volte nella vita ci fermiamo a creare, pardon pensare, a quello che vogliamo veramente? Se vogliamo realizzare qualcosa ci dobbiamo pensare, visualizzare, portare attenzione.

4. NOI MERITIAMO DI ESSERE AMATI

Tutti noi. Voi e io. Non dobbiamo “guadagnare” Amore. Non dobbiamo guadagnare il diritto di respirare; noi respiriamo perché esistiamo. Noi siamo degni di Amore perché esistiamo. Noi dobbiamo sapere solo questo. Noi meritiamo il nostro proprio Amore. Non permettiamo alle opinioni negative dei nostri genitori o ai pregiudizi popolari della nostra società di abbassare la nostra luce. La verità del vostro Essere è che voi potete essere amati, se VOI lo credete! Ricordate, i vostri pensieri creano la vostra realtà. Ciò che l’altra gente pensa non ha niente a che fare con questo. Dite a voi stessi adesso: “Io merito di essere amato.”

5. AUTO-APPROVAZIONE E AUTO-ACCETTAZIONE SONO LA CHIAVE PER I CAMBIAMENTI POSITIVI

Quando siamo arrabbiati con noi stessi, quando giudichiamo e critichiamo qualunque cosa facciamo, quando abusiamo di noi stessi, le nostre vite non funzionano. Le vecchie credenze negative a proposito di noi stessi sono solo vecchi modi di pensare e non hanno base nella verità. Come possiamo aspettarci che gli altri ci amino e ci accettino se noi per primi non ci amiamo e non ci accettiamo? “Io amo e accetto me stesso esattamente come sono” è il più potente pensiero che vi aiuterà a creare un mondo di gioia.

6. NOI POSSIAMO LASCIARE ANDARE IL PASSATO E PERDONARE CHIUNQUE

Il passato esiste soltanto nella nostra mente. Trattenere vecchi dolori è un modo per punire noi stessi oggi per qualcosa che qualcuno ha fatto molto tempo fa. Questo non ha per niente senso. Troppo spesso noi sediamo in una prigione di risentimento auto-creato, e questo è un modo terribile per vivere. Libera te stesso. Perdonare non vuol dire giustificare il cattivo comportamento di qualcun altro; vuol dire lasciare andare il nostro risentimento su quella situazione. Chiunque, inclusi voi stessi, sta facendo il meglio che può in ogni momento, con la Comprensione, l’Attenzione, e la Conoscenza che ha in quel momento. Rinunciare al nostro risentimento e rimpiazzarlo con la comprensione libera noi stessi. Il Perdono è un dono a noi stessi.

7. IL PERDONO APRE LA VIA ALL’AMORE

L’Amore è l’obiettivo. L’Amore Incondizionato. Come ci arriviamo? Attraverso la porta del Perdono. Il perdono è come gli strati di una cipolla. Qualche volta è meglio cominciare con il perdonare le persone che sono più facili da perdonare, muovendosi verso dolori sempre maggiori man mano che diveniamo più esperti in questo processo. E così possiamo “sfogliare” i dolori uno ad uno fino a che non arriviamo ad un livello più profondo di comprensione. Troveremo l’Amore ad aspettarci. Amore e Perdono vanno mano nella mano.

8. L’AMORE E’ LA PIU’ POTENTE FORZA DI GUARIGIONE CHE C’E’

L’Amore stimola il nostro sistema immunitario. Noi non possiamo guarire, o diventare interi, in un’atmosfera di odio. E mentre impariamo ad amare noi stessi diventiamo potenti. L’Amore ci aiuta a passare da vittime a vincitori. Il nostro Amore per noi stessi ci attrae verso quello di cui abbiamo bisogno per il nostro cammino di guarigione. Le persone che si sentono a posto con se stesse sono attraenti naturalmente.

9. SEMPLICEMENTE DECIDETE DI VOLERE

Non è necessario aspettare di sapere come fare tutte queste cose. Tutto quello che dobbiamo fare è volerle fare. Perché i nostri pensieri sono creativi. Se avete un pensiero, “Io voglio cominciare a rilasciare il giudizio, o a perdonare, o ad amare me stesso”, voi state mandando quel messaggio nell’Universo. E nel ripeterlo ancora e ancora, mettete in moto le Leggi dell’Attrazione. Nuove strade si dispiegheranno per aiutarvi. L’Universo vi ama ed è lì pronto ad aiutarvi a manifestare qualunque cosa voi decidiate di credere e di pensare. Sii veramente desideroso di avere una buona vita!

Il festival di Sanremo è passato, quasi senza lasciarci una canzonetta cantabile. Per fortuna c’è stato il dopofestival, condotto egregiamente da Elio e Le Storie Tese, freschi di uscita del nuovo album (che peraltro non hanno mai pubblicizzato durante le 5 nottate, sono davvero dei signori). In tutte le serate hanno rivisitato i pezzi migliori (o peggiori) in concorso, e i tutti i casi sono sempre riusciti a migliorare il pezzo in questione. E pensare che potrebbero farci un album con quel materiale… E non l’hanno fatto, ma comunque se cercate bene col mulo troverete tutto. Io mi riascolto i loro pezzi, visto che sono più freschi degli originali. Anche l’esibizione nella serata finale è imperdibile, dove eseguono la famosa aria da Il Barbiere Di Siviglia vestiti da cicisbei imbellettati :imperdibile, ha fatto storcere il naso agli “amici” della Tatangelo e agli snob della musica classica, buon segno!

Un esempio? Qui c’è il patetico pezzo della Tatangelo e, subito sotto, la rivisitazione degli Elii, che fa morire dal ridere… 🙂 Comunque già il testo del pezzo fa ridere e sa di finto, forse la tematica aiuta a vendere, per quello la davano vincente:

Se il cuore batte forte dai vita a quella morte che vive dentro te… eeeeeh????

E a chi ti dice che non sei normale tu non piangere su quello che non sei… comeeeee???

Dimmi che male c’èèèèè… ahahahahaha!!!

Un consiglio per Anna: perchè non canti una canzone che parla di una 21enne truccatissima che crede di essere una diva solo perchè ha cantato, e male, con Michael Bolton?

Non so se qualcuno di voi ha seguito il serial dei serial sui serial (killer): Dexter.

Davvero geniale, ho seguito la prima stagione ed è fantastica, la caratterizzazione dei personaggi è stata fatta in maniera molto accurata, i dialoghi sono sempre molto profondi e credibili. L’ambientazione è in una Miami assolutamente vera, condita da musiche latino-cubane che ben si sposano con la narrazione in un cocktail di ironia e giocosità. Il protagonista è sì un serial killer, ma buono, il padre adottivo ha incanalato i suoi istinti verso la giustizia: padre poliziotto, figlio poliziotto della scientifica, entomologo (ma pensa… 🙂 ). La cosa geniale è la voce della sua coscienza, fuori campo. Lui è una perfetta persona qualunque, affabile, totalmente normale, eppure… Ah, le persone perbene! Poi parla la sua voce interiore e lì ti cattura completamente. Alla fine ti ci immedesimi e ne fai un’icona, e c’è una collezione di frasi ed aforismi imperdibile. Qualche esempio:

– Nella mia vita non ci sono segreti, solo verità nascoste.

– Se avessi un cuore, ora si spezzerebbe.

– Sono una brava persona che fa cose cattive o una cattiva persona che fa cose buone?

– Non ho mai riflettuto sul concetto di inferno ma se l’inferno esiste, beh… io ci sono dentro.

– Mia sorella alza uno scudo perchè il mondo non veda quanto sia vulnerabile, invece io alzo uno scudo perchè il mondo non veda quanto non sono vulnerabile.

– Qualcuno ha detto che è più facile occuparsi dei problemi altrui che dei propri. Si sbagliava.

Purtroppo non somiglio neanche lontanamente al protagonista (purtroppo?), piuttosto somiglio, per goffaggine, impulsività ed emotività, alla sorella Debbie… E vabbè, ci lavorerò sopra.

Vabbè, lo faccio solo per aiutare il mio karma… Ho sentito il nuovo album dei Subsonica: non mi è piaciuto un granchè, ma devo riconoscere loro del coraggio. A parte le divagazioni techno di Boosta, direi anche vecchie e troppo spesso gratuite, l’album ha un bel suono, ben prodotto e ben suonato. Il singolo La Glaciazione è… fiko, senz’altro coraggioso, non facile al primo ascolto. I testi vabbè… Il vuoto che esplode spero sia una metafora di ciò che ci circonda, mentre l’assordante nulla si giustifica con il modo di dire silenzio assordante (perchè silenzio ha 3 sillabe, nulla ne ha 2, e suona meglio).

Le dissonanze del pezzo in questione mi hanno riportato indietro di 10 e passa anni, mi hanno ricordato un pezzo che si chiamava Mirna, non ne ricordo il testo perchè di lì a poco mollai il gruppo e la musica. No, non era un pezzo elettronico (non avevamo tastierista), poco più lento ma con atmosfere simili e dissonanze, con uno bridge lisergico fra solo di batteria ed io che emettevo suoni gutturali a caso, usavo un multieffetto della boss per la voce, Paolo (bassista di uno dei 3 gruppi con cui ora sono legato) mi ha detto alla Samuel, probabile, preferibile comunque a 2 microfoni attaccati con il nastro adesivo, certo meno spettacolare quando uno deve cantare e cambiarsi l’effetto al volo, ma voglio tornare ad usarlo.

La mia parte creativa soffre, voglio improvvisazione musicale, tentare melodie e scrivere canzoni, arrangiarle… C’è qualcuno che suona cose sue e non si ferma quando qualcuno gli canta sopra? C’è qualcuno che vuole fare pezzi propri solo per il piacere di creare, senza scopi di business o palchi o chissà cosa?

Fare cover non mi basta, ‘fanculo a tutti i locali che ti fanno suonare solo se scimmiotti qualcuno. Comunque ‘fanculo. Della fama non mi frega un cazzo, nè del pubblico. Voglio interrompere questo assordante nulla con un ultimo, liberatorio, ‘fanculo…

Finalmente un po’ di cultura in tv. Si parla di Giuseppe Lungaretti… Sì, sì, proprio Lungaretti, illuminatevi d’immenso. Tra l’altro YouTube è pieno di video di questo idiota, icona di questa televisione idiota che spazia da Studio Aperto a Buona Domenica passando attraverso tutti i reality che tanta audience hanno. Lui ci è e ci fa…

(ma i gialappi lo conoscono?)

Davvero curiosa la storia artistica di questo artista eclettico. Prima inizia rappando in un progetto rimasto un masterpiece dell’hip hop italiano con i Messaggeri Della Dopa, Aspettando il Sole. Poi si ripresenta come cantante r’n’b, non particolarmente brillante ma certamente efficace ed originale nelle sempre coraggiose scelte musicali. Infine questo brano, già colonna sonora di Saturno Contro, un testo anche sanremese, senza così volerlo sminuire. La canzone suona quasi da ventennio, almeno nelle mille primavere, e subito ho pensato al pezzo degli Elii, La Bella Canzone Di Una Volta, dove mille sono le capinere.

poesia.gif

Navighicchiando qua e là in giro per la rete mi sono imbattuto in un sito di un poeta contemporaneo nonchè mio concittadino: Guido Catalano.

A parte che dalla foto, che troverete sul suo sito, mi pare una faccia conosciuta, questo tipo scrive cose genialmente deliranti, alcune poesie han fatto sì che le lacrime sgorgassero copiose dai miei occhi, per il ridere, ovviamente, ma non solo. Ciò che più mi ha colpito è la freschezza del suo modo di scrivere, l’originalità. Ed il realismo delle situazioni. Tra l’altro potrete scaricare gratuitamente (licenza Creative Commons) i suoi due libri in formato pdf…

Un esempio? Eccolo:

i marciapiedi di Milano

una cosa che mi sono accorto
camminando per questa metropoli
una cosa che mi ha subito colpito
che mi son chiesto
ma quanti cani ci sono?
ma cosa gli danno da mangiare?
ma i padroni dei cani di Milano si rendono conto?

sono le merde
sui marciapiedi

marciapiedi minati di merde di
cane

una volta ho detto a un milanese
gli ho detto, vivi in una città di merda
lui si è offeso
non volevo offendere nessuno

tra l’altro, si dice, porta fortuna

Sì, non fate gli schizzinosi per i congiuntivi, sono licenze poetiche!

I Subsonica mi fanno cagare. Lo so, sono della mia città, ma non ci posso fare nulla. Eppure hanno un bel sound, pezzi pop orecchiabili ed accattivanti, ma testi vuoti che non vogliono dire nulla. Qualche esempio: iniziamo dal loro ultimo singolo, Coriandoli A Natale:

E’ inutile sai,
il male che fa
il peso di un bacio.
L’hai dato soltanto
perchè eri da solo.

La colpa dov’è?!
Qua intorno non c’è
Sai dirmi tu dov’è?!
In un giorno che piove
Un giorno che tu
ti senti inutile
Coriandoli a natale
Ed ancora troppo
troppo stanco per ricominciare.
Ma scometto che poi..
Tu te ne andrai

Ma a chi stai parlando Samuel? A te stesso? Chi è solo? Chi invece è stanco per ricominciare? Boh… Proviamo con Incantevole:

Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole come quando
resti con me.
Se innocenza ti farai
io sarò fango
che tenta la tua pelle
senza bruciare.
Se destino ti farai
io sarò pronto
per tutto ciò che è stato
a non rimpiangere mai.

Poesia o cialtronismo letterario? Proviamo ancora con un estratto (lo erano anche gli altri) da Nuvole Rapide:

Se fosse facile fare così
Poterti dire già quello che so
Farebbe freddo in un attimo che
Passerà.
Su tutto ciò che ora parla di noi:
Rabbia, illusioni e speranze che so,
Detonazioni di un attimo che
Passerà.
E rimarrà forse il vuoto di noi
A disarmare i rimpianti che so
Per ricordarci in un attimo che
Passerà.
Sugli edifici e sui cieli di noi,
Sulle stagioni e sui nostri perché
Nuvole rapide, e un attimo che
Passerà.
Piogge sul cuore, sezioni di un attimo,
Flusso, derive, parole:
Tutto si perderà.

Ciascuno pensi ciò che meglio crede, ma a volte una rima semplice tipo sole-cuore-amore è più efficace e meno arrogante. A volte mi ricordano i testi di Olmo (vedi video allegato), senza l’umorismo, o quelli di Tiziano Ferro, ma almeno le loro basi sono un tantino più originali (devo ricordarmi di scrivere un post sui plagi, sarà lunghissimo!). Ma dopotutto sono solo canzonette, nulla che passi alla storia.

Vorrei esprimere tutto quello che ho dentro ora ma so già che non ne sarò capace. Già il 1 dicembre era una giornata che aveva un segno sul calendario, oggi si arricchisce di un significato nuovo, tanto lieto quanto il precedente. Ed in prospettiva potrebbe anche superarlo (ok, freno la mula).

Oggi non me ne frega una mazza di Prodi, di Berlusconi, di Deaglio, di Placanica, del Papa, delle spie russe e del polonio o della giornata mondiale dell’Aids (anche se un pensiero rispettoso la merita).

Solo un testo di una canzone, che segue:

I’ll Never Fall In Love Again – Burt Bacharach / Hal David

What do you get when you fall in love?
A guy with a pin to burst your bubble
That’s what you get for all your trouble.
I’ll never fall in love again.
I’ll never fall in love again.

What do you get when you kiss a guy?
You get enough germs to catch pneumonia.
After you do, he’ll never phone you.
I’ll never fall in love again.
I’ll never fall in love again.

Don’t tell me what is all about,
‘Cause I’ve been there and I’m glad I’m out,
Out of those chains, those chains that bind you
That is why I’m here to remind you

What do you get when you fall in love?
You get enough tears to fill an ocean
That’s what you get for your devotion.
I’ll never fall in love again.
I’ll never fall in love again.

What do you get when you fall in love?
You only get lies and pain and sorrow.
So, for at least until tomorrow,
I’ll never fall in love again!
I’ll never fall in love again!

(Part of Bacharach/David Medley)
Don’t tell me what it’s all about
`Cause I’ve been there and I’m glad I’m out
Out of those chains, those chains that bind you
That is why I’m here to remind you. (here to mind you) 3x
What do you get when you fall in love?
You only get lies and pain and sorrow
So, for at least, until tomorrow
I’ll never fall in love again
Oh, I’ll never fall in love again

Sì, ma al massimo fino a domani! 😀

spiaggia isola di Sal - Capoverde (marzo 2003)

Circa un anno fa feci un curioso esperimento. Era il culmine di un periodo pesante, forse il più pesante che abbia mai passato in vita mia, fortunatamente superato in maniera brillante anche grazie all’aiuto di veri amici, alcuni dei quali, per diverse ragioni, non frequento più. Comunque un giorno qualunque di dicembre, mentre ero al lavoro ed in piena paranoia, soffocato da troppi pensieri, decisi di raccattarli tutti insieme e buttarli su notepad, così come erano. Ne uscì fuori questa proto-poesia un po’ profonda, un po’ qualunquista. Ricordo che ero convinto che solo la distruzione, mia o di chi o cosa era causa del mio disagio, avrebbe potuto cambiare quello stato delle cose. Fortunatamente mi ero sbagliato. Allo stesso tempo c’erano (ci sono!) ancora troppe cose belle per le quali valeva (vale!) la pena vivere…

Ora, anche se con molta fatica, ho ritrovato la mia stabilità. Comunque rileggendola mi ci ritrovo ancora completamente in quello che ho scritto. Eccola qui sotto:

Cronache dal cervello.

Un pugno sulla spalla che è finito in faccia.
Le discussioni accese fino a notte fonda e poi fare l’amore.
La fiducia tradita e il rialzarsi dopo una sconfitta.
“Io lo conosco, tornerà. Noi siamo qui ad aspettarlo”. Mai.
La bellezza della nebbia di notte.
Lo spirito natalizio che è nei bambini.
La gabbia dorata della solitudine.
Non riesco più ad innamorarmi.
L’inutilità del gossip. L’importanza di avere una vita propria.
La coerenza e tutte le palle che ci si racconta.
Le verità da negare agli altri. Diventare bersagli, capri espiatori.
Il comunismo e l’impossibilità di essere tutti noiosamente uguali.
Le notti insonni a costruire castelli per dare alloggio ai propri fantasmi.
Quelli che si atteggiano e sono, negando di essere.
L’essere e il non esistere. “No, non esiste proprio”.
Tutte le volte che ho deciso di mollare tutto.
Il futuro pessimisticamente realistico.
Il tiepido sole all’alba di un mattino estivo.
Tutte le parole che potrebbero essere evitate.
La noia dei monologhi di quelli che sanno tutto, che hanno vissuto.
Il far tesoro delle esperienze.
Dimenticare per perdonare ed essere perdonati.
L’autodifesa e il sacrificio.
La sicurezza delle abitudini, della ripetizione, della routine.
La gioia del portare avanti i propri progetti e il dolore provato vedendoli infrangersi.
L’importanza dell’entusiasmo e della ricerca di nuovi stimoli.
Il limite di essere legati ad una sola catena.
La musica, sempre la stessa musica. La musica come strumento di analisi.
Essere strumentalizzati e comprendere solo ciò che si vuole.
L’ignoranza come arma della presunzione.
La calma, il silenzio e la commozione di un abbraccio.
Il sesso come sport, l’amore come paravento.
I bagni di umiltà e le docce solari.
Le sorprese di cui farei a meno: tutte.
Comunicare alle persone amate scelte difficili ed essere capiti solamente anni dopo.
Il non riconoscersi sui giudizi dati e sulle decisioni prese dei quali si è stati paladini.
La follia che non esiste e le giustificazioni.
Il profumo della pelle e l’odore dei profumi.
Gli assoluti ed il relativo.
L’equilibrio perfetto di chi non si schiera.
La gente che parla per aver sentito ma senza sapere.
Accendersi una sigaretta.
Fuggire e ricominciare da capo.
L’importanza del viaggio più della meta da raggiungere.
I capelli che diventano bianchi ed i bambini che continuano a nascere. La continuità.
Il non sapere mai cosa scrivere o come chiudere un discorso.
L’ozio. “Sono libero, non ho un cazzo da fare”.
Le passeggiate solitarie nella natura e tutti i colori delle stagioni.
La guerra interiore e le sfide alla playstation.
L’anacronismo della Chiesa, i riti solenni e la straordinarietà della figura di Cristo.
Le abbuffate e le bevute.
Il volere piacere a tutti e finire per noi piacere a nessuno. Il compiacersi nel non piacersi.
Tutti i sorrisi spontanei che mi cambiano umore.
La certezza di essere amati.
La violenza delle parole di persone educate dalle voci gradevoli e garbate.
L’ipocrisia della gente ben educata e le facce da perizoma.
Autoreferenziarsi.
Un camino che scoppietta in una piccola casa di campagna.
Il soffitto di una camera in cui non saresti mai voluto entrare.
Il fastidio dell’aria condizionata, della libertà condizionata.
Tutti i treni persi nelle stazioni affollate.
La fame che non ho mai provato.
La negazione dell’evidenza.
Non avere facce da mettersi.

L’infinito…

maggio: 2017
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