Lo so, forse non vi aspettavate un titolo così, o se ve lo aspettavate magari non vi sareste immaginati che il contenuto sarebbe potuto essere così distante da ciò che vi eravate immaginati.

Comunque sia non è dei ragazzi caduti a Kabul che voglio parlare, con tutto il rispetto per il dolore delle famiglie…

Ieri purtroppo ho dovuto accompagnare mia madre al pronto soccorso dell’ospedale Martini di Torino. Dopo solo mezz’ora dall’accettazione era già in visita dall’otorino ed alle 17, dopo esami accurati (radiografie rx, analisi del sangue e tac) era già stata dimessa.
Un sentito grazie va a questi straordinari infermieri, volontari e medici che corrono, si sbattono, curano e non dimenticano l’umanità, e con scrupolosa attenzione non lesinano un sorriso a chi ne abbia bisogno.

Insomma: gente con i coglioni!

Abbiamo un tesoro, la Sanità italiana, che ci è invidiato da tutto il mondo (vedi Sicko di Michael Moore), cerchiamo di non distruggerlo e rimanere sempre nell’eccellenza.
Eccellenza che ho trovato abbondante fra tutti coloro che lavorano in quell’ospedale, tra caos e stress… Credo che sia davvero una vocazione e li ammiro davvero moltissimo. Tutti.

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