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Forse non tutti sanno dei ghostwriter, cosa o chi siano, cosa facciano, di cosa si nutrano, come (e se) si accoppiano (indubbio che si riproducano). La prima volta che sentii parlare di questa curiosa specie fu su una polemica che riguardava lo scrittore americano di libri horror Stephen King, reo di “farne uso” per pubblicare romanzi a suo nome, non scritti da lui ma da gente con il suo stesso stile. Possibile che uno scrittore di successo possa cadere in simili bassezze? Possibile, non certo.

La seconda volta che ne sentii parlare fu anche l’occasione per provarne l’esistenza in altri campi. Difatti, per lavoro, ebbi a che fare con il ghostwriter di un noto politico italiano che fece parlare di sè per una discutibile legge che portava il suo nome: i maligni sostenevano che non solo non l’aveva scritta lui, ma nemmeno l’aveva letta. Un uomo di merda, lui ed il suo portale con notizie rubate in giro per il web, con una redazione sottopagata, sfruttata e precaria (ovviamente). Mai visto di persona, ma sentito spesso al telefono (anche un sabato sera verso le 22, voleva sapere se era partita la sua inutile newsletter… si fosse iscritto almeno lui se ne sarebbe accorto): arrogante, saccente e volgare.

Ce l’hanno tutti, manco fossero dei Pòkemon introvabili!

Ora, perchè vi sto parlando di queste cosette? Perchè ho notato che per una settimana non si è fatto altro che parlare dello scambio epistolare fra la Second Lady e marito. Lettere pubblicate sui giornali. Operazione studiata a tavolino da creativi (altra specie protetta), ghostwriter, curatori di immagine, analisti, bodyguard e truccatori.

Un successone, visto che la maggior parte dei poveri stronzi ci è cascata…

Io no, ho tentato una veronica per dribblare la notizia, ma non è servito: ho vomitato per due giorni.

P.S.: un pessimo giornalista, schierato e pavido ha ottime probabilità di diventare un ghostwriter.

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