(foto: adnronos) (foto: adnkronos)

Il giallo del massacro di Erba ha avuto la sua soluzione: gli assassini sono i coniugi Romano. Hanno confessato. La donna ha ucciso il piccolo Youssuf.

Ora tutta Italia si interroga su questo orrore, su come una donna con un viso così dolce e sereno possa essere stata autrice di un simile barbaro delitto, accuratamente premeditato. Su come un uomo possa sgozzare tre persone come se fossero capretti per una lite condominiale, su un odio cresciuto dolcemente negli anni nel cuore dei due assassini. Su come entrambi decidano di andare da Mc Donald’s per costruirsi un alibi, posto amato e frequentato dai giovani. Sul perdono dato da Beppe Castagna, figlio, fratello e zio delle vittime, agli autori dei delitti, sui propositi di vendetta manifestati da Azouz Marzouk, marito e padre di due tra le vittime, nei confronti degli stessi.

Tutto questo per invidie, gelosie, rancori inutili di chi non riesce a costruirsi una vita propria, di chi è abituato a scaricare sul prossimo le proprie frustrazioni, di chi è incapace di amare la vita, la propria per i fallimenti rimediati, quella degli altri per le mete raggiunte. Comprendo sia il perdono che la vendetta da parte delle vere vittime, quelli come Beppe e Azouz che sono costretti a continuare la propria vita nell’orrore di aver perso tutto ciò che ne da un senso: l’amore delle persone che amiamo.

Spero che la gente stia loro vicina, soprattutto ad Azouz che è colui che ora ha certamente più bisogno di comprensione e  rispetto.

Spero che Beppe spieghi ad Azouz il significato di ciò che ha detto, che la vendetta non porta a nulla se non ad altra vendetta, un circolo vizioso che bisogna imparare ad interrompere sempre.

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