(Grande Jay Z, grande video, grande pezzo!)

Passiamo 1/3 della nostra giornata al lavoro, in compagnia di persone che non conosciamo e che magari, in molti casi, non vorremmo frequentare. Fra queste gli arrivisti, quelli che venderebbero un rene della propria madre per raggiungere i propri fini. Se poi sono donne è la sublimazione di questa categoria.

Solitamente ho un buon fiuto per trovare queste persone ad istinto. Però non credo fino in fondo a questa sorta di terzo occhio e allora faccio un gioco per mettermi alla prova: entro in sintonia e parlo di me. Di solito 2 o 3 giorni dopo ho anche delle conferme, le chiacchiere ci mettono molto poco a muoversi.  Ma non è questo il problema. Il fatto è che queste persone hanno una fantasia sfrenata e spesso inventano di sana pianta storie senza senso, nemmeno verosimili.

E capita che persone che ti sono amiche, dopo un po’ di tempo, ti chiedano se è vero quello che avevano sentito dire. Le cose si presentano sempre con una base di verità appena appena visibile, che poggia su una marea di cazzate inventate dalla loro fantasia.

Qualche giorno fa ho scritto una mail ad una degna rappresentante di questa categoria, una ragazzina debole ma determinata, dai modi dolci (le più pericolose) comunque priva di qualsiasi talento, fisicamente bruttina, colpita da acne cronica (forse di natura nervosa), orecchie a sventola che cerca di coprire con i capelli, culo esageratamente grosso nonostante un fisico snello e un sorriso marcio terrificante tipo quello di Freddie Krueger. Una tipa che quando parla esordisce con un colpo di glottide, quando ti saluta deve per forza toccarti, massaggiarti, lasciandoti la sgradevole sensazione che ti abbia appena fregato il portafoglio o il cellulare. Le ho scritto di smetterla di farsi i fatti miei, di parlare di me e, se proprio non riesce a evitarlo, almeno si limiti ai fatti.

Ovviamente è cascata dalle nuvole. L’ultima volta che ho parlato di te… MAI! Non che mi aspettassi nulla di meglio, ma che almeno la cosa finisse lì. E lei che fa? Ne parla con mezzo mondo facendo la vittima, inventandosi storielle deliranti ma verosimili, nello specifico una mia battuta goliardica è diventata una verità, tipo Luttazzi che mangia una merda di cioccolata in tv e lei dice: Luttazzi mangia merda ed è un coprofago.  Io la chiamo diffamazione, linciaggio.

Mi ha detto di controllare meglio le mie fonti, ma sono le stesse persone a cui va a sparlare (almeno per questo mi fa pena, le reggono il gioco, le danno ragione, la lasciano parlare e lei le crede dalla sua parte). Tra l’altro ho comunicato questa iniziativa ai miei informatori che si sentono ingiustamente in colpa perchè si sentono responsabili di eventuali casini. Non farò mai i loro nomi e li proteggerò, così come voglio proteggere le persone che amo.

Mi ha detto di querelarla (termine probabilmente suggeritogli da qualche mente eccelsa che ben conosco e che usai io stesso nei suoi confronti, questa volta a sproposito, debbo ammetterlo) ma forse si sopravvaluta troppo.

Mi ha detto che se voglio mi aiuta a risolvere i miei problemi, ma pensasse ai suoi; avessi un problema non ne parlerei ad un cobra con gli occhiali, soprattutto dopo averlo riconosciuto.

Potevo evitare e fare finta di nulla solo se non fossero state tirate dentro persone e fatti totalmente estranei a quella realtà che lei va presentando in giro su di me. Colpisca me, non le persone che mi stanno vicino e che non ne possono nulla; non devo allontanarle per proteggerle dalle cazzate inventate da una sclerata con una vita piatta e vuota, dedicata solo all’apparire e non all’essere.

Ma avevo il dovere di farlo, per queste persone, per la loro rispettabilità.

Quindi che fare ora? Nulla, assolutamente. Se deve sbagliare qualcuno sarà lei a farlo, se avrà voglia di perdere tempo. E il tempo, di solito, è galantuomo 😀

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