Mi sono detto: adesso faccio un ritorno coi fiocchi sul mio blog facendo uno spippolone sul senso dell’onore che ha spinto un politico giapponese al suicidio. Poi leggo un articolo di Camilleri, mi piace ma allo stesso tempo mi impigrisce, per cui posto quello e torno ai miei progetti musicali (che detto così sembra chissà cosa, ma mi diverte). Ecco il post:
Apprendo dai giornali e dalle tv che il ministro giapponese dell’Agricoltura Toshikatsu Matsuoka, facente parte dell’attuale governo presieduto da Shinzo Abe, si è impiccato perché accusato, pare con solido fondamento, di essere coinvolto in scandali finanziari. Ha obbedito a quell’antico codice di condotta giapponese che si chiama Bushido e che obbliga, tra l’altro, prima di tutto all’onestà assoluta nell’esercizio delle proprie funzioni. La faccenda, come cittadino italiano, mi preoccupa enormemente. Perché temo il contagio, allo stesso modo dell’influenza aviaria. Prima di Matsuoka, mi era capitato di leggere di tanto in tanto che manager giapponesi che avevano condotto al fallimento le aziende da loro guidate si erano buttati giù dall’alto di un grattacielo o avevano fatto addirittura harakiri come i samurai di una volta.
Le mie parole vogliono in qualche modo contribuire a scongiurare la spaventosa possibilità che anche nel nostro amato paese si diffonda una simile barbara usanza che porterebbe in breve l’Italia a un rovinoso spopolamento di industriali, di imprenditori, di manager pubblici, a un pericoloso depauperamento di quelle eccelse intelligenze che guidano le sorti delle nostre capacità produttive. Da noi fortunatamente è invalso l’uso che un manager che ha completamente fallito, che so, la gestione delle Ferrovie, invece di sentirsi costretto al suicidio, sia trasferito, dopo aver ricevuto un’ultramiliardaria liquidazione, a gestire l’Alitalia; che un banchiere, tante volte inquisito per bancarotta, non solo rimanga al suo posto, ma possa anche estendere, con fusioni e accorpamenti, il suo personale potere tra il plauso dei politici che sperano, in ginocchio attorno al tavolo del banchetto, che venga loro gettato qualche osso. Fallisce la Cirio? Fallisce la Parmalat? I piccoli risparmiatori vengono defraudati dei loro risparmi? Viviamo in un paese cattolico. Se si commette un errore, ci si confessa e si viene assolti. Il suicidio, come si sa, è un peccato mortale. Tenetelo presente, industriali e manager italiani: non lasciatevi, per carità, contagiare.
Non c’è problema, il senso dell’onore non ce l’hanno. Sono solo sfacciatamente ricchi e prepotenti.




3 comments
Comments feed for this article
Venerdì 1 Giugno, 2007 a 16:56
VoxNova
“Cammilleri” ha detto una parte della verità, ma noto con rammarico che anche lui ha fatto il furbo: i politici non sono quei poveretti che aspettano speranzosi “l’osso”, ma bensì quelli che di comune accordo con i loro amici “industriali”(lo metto tra virgolette perchè non sono degni di tale appellativo)ne hanno spolpato la carne di dosso. Altro che balle! Niente buonismi un pò interessati alla “Camilleri”. Pregare Cristo che “l’epidemia” da lui temuta si materializzi quanto prima in Italia!
Alla prossima,musicista
Domenica 3 Giugno, 2007 a 19:51
prog2501
Non dovesse diffondersi questo virus (visto che perchè radichi ben bene ha bisogno di onore…e qui i neologismi onore onorevole si sprecherebbero), proporrei la tecnica adottata da un principe valacco conosciuto con il nome di Vlad Tepes che usava impalare i propri nemici…
Mercoledì 16 Gennaio, 2008 a 19:11
omnologos
una precisazione: in giappone non si dice harakiri, e’ un termine volgarotto…preferiscono “seppuku”